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10 dicembre 2018

Dal disegno della città al progetto di architettura

Dal disegno della città al progetto di architettura

Riflessioni sulla morfologia urbana a partire dalle ricerche di Bruno Gabrielli e Roberto Spagnolo

A cura di Marika Fior, Andrea Fradegrada, Sandra Maglio


Il 27 novembre 2018 si è svolto a Milano il seminario dedicato alle ricerche di due figure storiche dell'Ancsa nonché docenti del Politecnico di Milano: il Prof. Bruno Gabrielli e il Prof. Roberto Spagnolo. Il tema del convegno è stato lo studio della morfologia urbana come strumento operativo di trasformazione della città, nella messa a sistema tra riflessione teorica e pratica progettuale.

Come è noto, lo sfondo comune ai due maestri è stato il tessuto della città esistente, e prima ancora quello dei centri storici, articolato in sistemi fisici, corrispondenti ai caratteri biologici dell'uomo e morfologici del contesto, che hanno bisogno di "regole prestazionali" per essere progettati e organizzati nel tempo. Le considerazioni dei relatori intervenuti sono partite da queste posizioni culturali espresse da Gabrielli e Spagnolo, uno in ambito urbanistico e l'altro in campo architettonico e urbano, definendo quali possano essere nella contemporaneità gli strumenti per lo sviluppo del progetto.

Come è emerso dalla giornata di studi, l'approccio analitico e progettuale che accomuna Gabrielli e Spagnolo è quello capace di esercitare un controllo sulla forma urbana basata sul disegno della prefigurazione spaziale insediativa, con grande attenzione alla bellezza dei luoghi e alla qualità dello spazio urbano: temi cari all'Associazione. A partire da questo approccio alla progettazione e alla gestione della città, al seminario si è riflettuto sul ruolo e l'efficacia che ha avuto l'approccio morfologico nel piano e nel progetto, anche a partire dalle esperienze comuni ai due maestri come i piani per Pisa, Parma e Piacenza, per provare poi a capire quali aspetti del disegno urbano sono ancora utili e necessari per governare le trasformazioni del territorio contemporaneo.

Le due relazioni principali del Prof. Mauro Galantino e della Prof.ssa Patrizia Gabellini, seppur con tagli differenti, hanno messo in luce quanto queste ricerche sui tessuti esistenti abbiano contaminato e stimolato non solo le pratiche degli anni '70 e '90 - ovvero il ventennio in cui maggiormente si è applicato l'approccio morfologico ai piani e ai progetti urbani attraverso le "schede norma" - ma anche nei decenni successivi.

Il seminario ha messo in luce come il contributo di Gabrielli e di Spagnolo, dentro e fuori dall'Ancsa, non è stato un passaggio effimero. Essi hanno posto l'accento sullo studio di tutta la città esistente riconoscendo un valore non solo ai centri storici e ampliando, di fatto, questo concetto codificato negli anni '60 del secolo scorso proprio grazie all'Ancsa. I loro studi e le loro pratiche hanno esplicitato il necessario e ineludibile rapporto che si deve instaurare tra urbanistica e architettura e quanto questo rapporto fecondo sia utile soprattutto nella gestione dei "tempi del progetto". Inoltre, l'approccio morfologico, come sottolineato da alcuni relatori, ha aperto anche a una nuova stagione nella quale l'analisi, la progettazione e la gestione della città risulta assai problematico a causa della dimensione metropolizzata del territorio ovvero una condizione di diffusione e dispersione insediativa che ha un carattere negativo per la contestualizzazione dei progetti.

La tavola rotonda ha potuto sviluppare ulteriori ragionamenti a partire dalle sollecitazioni pervenute dalle due relazioni principali a cui si sono aggiunti, al termine del seminario, i ricordi e le testimonianze di Simona Gabrielli (figlia di Bruno Gabrielli) e di Manuela Bandini (moglie e socia di Roberto Spagnolo).

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