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26 giugno 2016

Progetto e gestione. Il contributo di Bruno Gabrielli alla riflessione dell'Ancsa

Progetto e gestione. Il contributo di Bruno Gabrielli alla riflessione dellAncsa

Sul numero 154 della rivista Urbanistica Stefano Storchi, segretario tecnico dell'Ancsa, ha pubblicato un ricordo di Bruno Gabrielli.

Qui di seguito un breve stralcio dell'articolo, disponibile integralmente a fondo pagina:

Fra Bruno Gabrielli e l'Associazione nazionale centro storico-artistici (Ancsa) la vita ha stabilito un rapporto inscindibile e reciproco, di tipo umano e culturale al tempo stesso, arricchito da una riflessione continua, tesa a individuare le forme e gli strumenti attraverso cui migliorare la città, intesa sempre quale luogo di vita degli uomini e delle società.

La città doveva essere bella, come Bruno andava riaffermando negli ultimi tempi; ma questo dietro questo suo concetto stava la volontà di rifondare le basi della vita sociale in luoghi più  umani, meno standardizzati e alienanti.

Dopo gli anni in cui la difesa dei centri storici era esigenza morale per un'urbanistica che intendeva salvaguardare i luoghi fondanti e identitari della città; dopo che le esperienze di Gubbio e di Bologna, di Ferrara e di Parma, di Pavia e di Pesaro, avevano dato senso concreto a istanze inizialmente confinate sul piano ideologico; dopo tutto ciò, Bruno aveva imboccato un proprio percorso culturale e professionale che poneva al centri i problemi dei tessuti storici, ma in modo dinamico e mai uguale a se stesso.

Le lunghe riflessioni che nel Consiglio direttivo Ancsa lo vedevano dibattere con Cesare Macchi Cassia, con Roberto Gambino, con Antonino Terranova, erano proiettate verso nuovi approdi culturali e disciplinari, al passo con gli interrogativi che la città poneva in modo sempre diverso. E a quel dialogo Bruno si apriva senza pregiudizi, sostenendo con decisione il proprio pensiero, ma con grande disponibilità a lasciarsi convincere delle idee altrui.

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