News e iniziative

Pagina precedente

11 dicembre 2016

A Genova il convegno su Bruno Gabrielli

A Genova il convegno su Bruno Gabrielli

Il convegno a Genova il 2 dicembre scorso aveva per titolo "Progetto e governo della città" e ha voluto essere una giornata di studi su Bruno Gabrielli.

Il Comune, l'Università e l'Ordine Architetti di Genova nel promuovere l'iniziativa hanno voluto avviare una riflessione che certo si protrarrà anche nel futuro, come sottolineato da Roberto Bobbio, coordinatore dei lavori della mattinata, e da Silvia Capurro che ha guidato la tavola rotonda volta a delineare la figura di Bruno Gabrielli progettista e amministratore.  All'iniziativa hanno dato aderito e collaborato INU, ANCSA e Fondazione Giorgio e Mario Labò: istituzioni nelle quali Bruno Gabrielli ha profuso il proprio impegno culturale e civile.

Nella sala di Rappresentanza di Palazzo Tursi gremita di partecipanti, ha rivissuto a tutto tondo la figura dell'urbanista, del docente universitario, dell'amministratore, dell'uomo di cultura. Tutto ciò è stato Bruno Gabrielli.

Di lui Giuseppe Pericu (già Sindaco di Genova), nella tavola rotonda del pomeriggio, ha tratteggiato la multiforme personalità, che racchiudeva in sé diverse competenze e una forte passione per il proprio lavoro e per la città che ha amato e vissuto: "Bruno, ha sottolineato Pericu, anche come assessore era portatore dell'idea che l'Amministrazione non fosse solo un ente regolatore, ma un ente produttore di cultura. Per questo ciò che lui ha pensato, ciò su cui ha lavorato  - primo fra tutti il riconoscimento Unesco - è tema ancora presente nella vita della città".

In mattinata era stato Franco Mancuso a rivisitarne gli anni della formazione allo IUAV di Venezia, fino all'impegno all'interno dell'ANCSA di cui è stato prima Segretario Tecnico, poi Presidente. Un ritratto completato da Stefano Storchi che ha sottolineato come Bruno Gabrielli sia stato l'anima vera dell'ANCSA, ponendo al centro della propria riflessione l'esigenza del progetto e della gestione della città storica. "Bruno non si è mai schierato in modo pregiudiziale, ma ha sempre cercato le risposte ai problemi che venivano posti a lui o all'Associazione di cui è stato a lungo il membro più autorevole".

Sul suo modo di intendere l'urbanistica sono intervenuti Chiara Mazzoleni e Giuseppe De Luca, che si sono soffermati sul sul senso di responsabilità che per Gabrielli l'urbanistica richiede a chi la pratica e, al tempo stesso, sullo sforzo costante da lui compiuto per introdurre elementi di innovazione all'interno del piano.

Su questi stessi registri si è sviluppata la riflessione di Paolo Fusero che ha tracciato le coordinate culturali dei suoi "piani della maturità": Piacenza, Pisa e Parma, redatti fra il 1988 e il 1998; prima della sua esperienza di assessore all'urbanistica a Genova.

Ma è stato Joan Busquets a renderne l'immagine culturalmente più rilevante, allorchè ha ricordato la preoccupazione di Bruno Gabrielli di radicare l'urbanistica nel presente, delineandone  tuttavia le prospettive per il futuro. "Lui ha saputo stabilire un rapporto preciso fra storia e progetto, collocando il progetto non in un momento contingente, ma all'interno del percorso della storia".

Le parole chiave su cui il convegno si è fondato erano: insegnare, Genova, piano, governo, forma urbana, etica, centro storico. Sono i temi dell'impegno civile e professionale di Bruno Gabrielli; sono i temi che intende affrontare una pubblicazione che l'ANCSA sta curando e di cui hanno parlato, a conclusione della giornata di studi, Stefano Storchi e Francesco Gastaldi.

"La figura di Bruno Gabrielli, ha concluso Gastaldi, è quella di un uomo che ha riflettuto a lungo sull'urbanistica, sulla città, maturando un pensiero personale e originale che lo ha guidato nella professione e nell'impegno civile. Tutto questo vogliamo far risaltare in questa pubblicazione che raccoglierà i testi più significativi nella sua produzione culturale".

La giornata dedicata a Bruno Gabrielli si è conclusa presso la sede dell'Ordine degli Architetti, che a lui ha voluto intitolare la propria sala all'interno del chiostro di San Matteo.

 

Nella foto Franco Mancuso e Roberto Bobbio

 facebooktwitteryoutube