1996

L'ANCSA ritorna all'appuntamento con i suoi premi nazionale, europeo e nazionale universitario in un momento contrassegnato dalla consapevolezza che sono in atto profondi cambiamenti e dall'incertezza circa la natura e gli sviluppi di tali mutamenti.
Mai come ora l'intreccio fra politica, società, economia e cultura è stato così intenso e condizionante. Dal nostro osservatorio si ha l'impressione che vi sia un calo di interesse per tutto ciò che è memoria e che stia affiorando un forte desiderio di cambiamento connotato dall'idea di cancellazione. Tutto ciò avviene in un momento in cui le ragioni della conservazione sembrano aver raggiunto un loro completo riconoscimento istituzionale e culturale. Riteniamo che, all'interno dell'idea stessa di conservazione vi sia la presenza di un veleno, un oltranzismo cieco che, nell'affermare la difesa delle pietre, trascura la città degli uomini. Ne nasce così il rifiuto dell'idea di conservazione che coinvolge il senso stesso della memoria storica e comporta la rimozione e l'oblio. Ma il senso della memoria è necessario alla natura umana e alla creatività: senza di esso non vi è condizione civile.
Ecco il significato dei premi e la testimonianza che l'ANCSA riafferma con costanza: l'idea che la conservazione non può essere disgiunta dal suo significato culturale e civile. Racchiuderla in regole, norme, chiusure burocratiche, ortodossie è come sopprimerla; renderla vitale e utile per la società, nel segno di un cambiamento teso alla valorizzazione dei beni culturali e alla loro riconsiderazione è l'obiettivo al quale l'ANCSA intende contribuire. Vorremmo che il significato dei primi venisse letto e discusso proprio in questa chiave.

Bruno Gabrielli, Presidente A.N.C.S.A.
Il "PREMIO GUBBIO 1996" - Significato e obiettivi del Premio Gubbio 1996

 

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