2000

Il Premio Gubbio è ora giunto alla sua 4° edizione e si misura con i temi e problemi del 3° millennio.
Nel corso dell'ultimo Congresso, uno di questi temi e problemi ha assunto priorità e si riflette prontamente nel dibattito che ha contrassegnato, all'interno della giuria del Premio, l'esame di due progetti apparentemente contraddittori.
Da un lato (progetto De Feo) l'A.N.C.S.A. premia il coraggio del progetto, inteso a restituire senso e vitalità ad un isolato urbano mettendo insieme, con disegno intelligente e colto, il recupero di architetture preesistenti e nuove architetture. Dall'altro lato l'A.N.C.S.A. premia un progetto (progetto Botta) in cui questo coraggio non ha potuto essere espresso, condizionato dalla storia urbana di uno spazio determinatosi come un "vuoto" ormai irrinunciabile per i cittadini. In questo caso l'A.N.C.S.A. premia un progetto di sistemazione urbana di notevole qualità, la cui realizzazione conclude in modo reversibile una partita durata troppo a lungo. Quasi un rinvio ad un futuro progetto oggi impossibile, ma capace di eliminare finalmente un buco nero dell'area centrale di una città nobilissima , quale è Parma.
Una contraddizione, allora, visto che si premiano "ex-aequo" due progetti che sembrano opposti? Il caso è aperto, ma non vi è dubbio che la giuria del Premio ha voluto porre in luce uno dei temi più dibattuti nell'A.N.C.S.A.
Il tema della memoria, memoria urbana antica e recente, accomuna i due progetti e li fa riconoscere nella loro capacità di risposta qualitativa alla soluzione di problemi urbani che hanno una storia civile alle spalle. Certo che, insieme, convivono le indubbie irrequietezze del momento culturale che stiamo attraversando. Traspare ancora chiaro l'imprecisato rapporto fra conservazione e innovazione, tra amministrazione dei beni culturali, e sua ideologia corrente, e libertà di ricerca progettuale.
Un paese come la Spagna, che vince il premio Europeo con il Piano di Toledo, ha indubbiamente fatto maggiore chiarezza, o comunque messo in campo consapevolmente scelte più decise e, soprattutto, esiti qualitativi diffusi di cui non vi è traccia nel nostro paese.
Ritorniamo, con i nostri lavori universitari, ad un ottimo livello di ricerca ed elaborazione, ma anche a temi ormai stanchi e quasi esauriti, che sembrano anch'essi vincolati ad una "routine" consuetudinaria che non innova.
Ritorno al Premio del 1996: "l'idea di conservazione (...) renderla vitale e utile per la società, nel segno di un cambiamento teso alla valorizzazione dei beni culturali e alla loro riconsiderazione, è l'obiettivo al quale l'A.N.C.S.A. intende contribuire".

Bruno Gabrielli, Presidente dell'A.N.C.S.A.
IL "PREMIO GUBBIO 2000", una nuova tappa per il dibattito sulla città esistente ed il territorio storico.

 

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