2006

Il Premio Gubbio, giunto oggi alla sua sesta edizione, si conferma come una delle rare occasioni di riconoscimento a scala nazionale e internazionale espressamente rivolte alla cura degli insediamenti storici e alle culture della loro rigenerazione. Superate ormai le posizioni più rigorosamente conservative, l'ANCSA ha orientato le sue riflessioni e il senso stesso del Premio Gubbio alla valorizzazione delle esperienze interpretative più consapevoli e coerenti con la complessità della vita e delle dinamiche urbane contemporanee.

I progetti e le ricerche presentate al Premio hanno, nel loro insieme, il pregio di affrontare un ampio ventaglio di scale di intervento, da quella territoriale-paesaggistica a quella del dettaglio minuto nella riqualificazione dello spazio aperto, e di avanzare, per le diverse situazioni, ipotesi di salvaguardia e trasformazione sempre mirate al coinvolgimento delle amministrazioni locali che dovranno gestirle e delle compagini sociali che dovranno poi utilizzarle. La notevole qualità dei progetti pervenuti e l'intenzione di esprimere, soprattutto alle amministrazioni locali, il senso e l'urgenza di atteggiamenti progettuali appropriati e coraggiosi, hanno convinto la giuria del Premio Gubbio ad assegnare dei premi ex-equo.

Nella Sezione Europea il premio è stato assegnato, ex-equo, ad un progetto di pianificazione per il territorio dell'isola di Menorca e alla riqualificazione insediativa del quartiere di "l'Arc de Triomphe" a Saintes. Il riconoscimento ai due importanti lavori vuole testimoniare l'attenzione dell'ANCSA alla complessità di quella dimensione ambientale e urbana cui oggi deve dispiegarsi la cultura progettuale del patrimonio storico.

Nella Sezione Nazionale due progetti, molto diversi tra loro per scala e criteri operativi, sono stati ritenuti equamente meritevoli di riconoscimento: il progetto di "microinterventi" di riqualificazione degli spazi aperti e pubblici nell'isola di Ortigia a Siracusa, esemplare operazione colta e raffinata condotta dai tecnici dell'Ufficio Tecnico Speciale del Comune, rivolta soprattutto agli spazi minuti e domestici di un tessuto storico particolarmente articolato e ricco, e quello per il Parco tra Caltagirone e Piazza Armerina dove si declina poeticamente, alla scala del paesaggio, una interpretazione contemporanea dell'identità storica del territorio agricolo siciliano.

Anche le ricerche condotte in ambito universitario per Tesi di Laurea e di Dottorato testimoniano di una raggiunta consapevolezza e maturità culturale nell'allargamento dello sguardo alla complessità del tema "centro storico". La giuria ha scelto di premiare tanto l'attenzione rivolta a studi che, pur partendo dal recupero architettonico di singoli organismi, hanno ritenuto di dover coinvolgere nel progetto ambiti spaziali più vasti, ma strutturalmente correlati all'identità storica dei luoghi, sia ricerche che hanno recuperato e approfondito il ruolo della strumentazione teorico-operativa della tradizione disciplinare, come il disegno, in quanto pratica conoscitiva e formativa della cultura architettonica e storica. Il premio per il Dottorato di Ricerca è stato attribuito ad una acuta tesi sull'importante contributo dato da Giancarlo De Carlo all'avanzamento degli studi su progetto e città consolidate. Ancora con Giancarlo De Carlo, figura di studioso appassionato e non convenzionale interprete del rapporto storia-contemporaneità, l'ANCSA ha inteso inaugurare in questa sesta edizione, il Premio intitolato a Giulio Carlo Argan che, proprio a partire dalla memoria dell'illustre critico d'arte, intende offrire, ad ogni edizione, un riconoscimento a studiosi, architetti, critici che si sono particolarmente distinti per il loro impegno culturale e scientifico nel campo degli studi sulla città e dei patrimoni storici. L'attribuzione a Giancarlo De Carlo della prima edizione del Premio Argan rappresenta, senz'altro, un autorevolissimo e promettente avvio della nuova iniziativa.

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