1960-1961: la salvaguardia dei centri storici
L’Associazione Nazionale Centri Storico-Artistici nasce a Gubbio il 25 giugno 1961. Ne fanno parte i rappresentanti degli Enti locali e gli architetti, urbanisti, giuristi, studiosi del restauro che un anno prima, proprio a Gubbio, avevano promosso il Convegno Salvaguardie e risanamento dei centri storico-artistici.
Al Convegno, noto anche per avere prodotto la celebre Dichiarazione finale poi battezzata “Carta di Gubbio”, avevano partecipato i Comuni di Ascoli Piceno, Erice, Ferrara, Genova, Gubbio, Perugia, Venezia. Il Comitato promotore si era poi trasformato in un Comitato permanente, cooptando le forze culturali e le Amministrazioni particolarmente interessate alla prosecuzione degli studi sui centri storici.
Giunta al termine la stagione delle “preesistenze ambientali”, leit-motiv del dibattito degli ultimi anni ’50, i protagonisti di Gubbio si propongono di definire l’ambito, il significato, le valenze dei problemi relativi alla sopravvivenza dei centri urbani di antica formazione.
Il concetto stesso di “centro storico-artistico” rende di fatto inesistenti gli steccati che gli storici dell’arte avevano eretto a protezione dei singoli monumenti e successivamente del loro contesto.
Il termine salvaguardia è esteso al centro storico nella sua interezza ed esprime la volontà di sottrarlo al saccheggio della speculazione direttamente rivolto contro l’antico tessuto edilizio e spesso indotto dalla urbanizzazione selvaggia delle periferie, particolarmente virulenta negli anni del boom economico/edilizio.
Ma – ed è questo il senso del nuovo corso nella “questione dei centri storici” – le sole leggi di tutela in vigore, datate 1939, e l’azione inibitrice dei vincoli, puntiforme e limitata, non possono garantire la salvaguardia. È radicata in molti la convinzione che la salvezza dei centri storici dipenda dalla corretta pianificazione del territorio e dall’efficacia degli strumenti urbanistici, primo fra tutti il piano regolatore. In particolare, Giovanni Astengo, tra i maggiori artefici dell’ANCSA, autore dei piani per Assisi e per Gubbio, vede determinante il contributo dell’urbanistica nel relazionare alle scelte direttamente riguardanti il centro storico le decisioni adottate per I’“intorno”, essenziali quanto le prime ad assicurare la sopravvivenza degli antichi contesti.
Dall’inizio degli anni ’60 ad oggi le iniziative promosse dalI’ANCSA hanno costituito il luogo privilegiato del dibattito critico ed autocritico imperniato sul problema dei centri storici e della città esistente.