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2020-in corso: I centri storici di fronte ai mutamenti globali

L’inizio del nuovo decennio è funestato dall’emergenza pandemica, che muta sostanzialmente il modo di vivere le città, di fronte al lungo period del lockdown. L’ANCSA coglie questa fase drammatica di mutamento del senso della città attraverso la pubblicazione di un instant book promosso da Giandomenico Amendola dal titolo Città Fragili. È l’autunno 2020.

Prende avvio in quello stesso momento una iniziativa che si protrarrà fino al termine dell’anno successivo, in occasione del sessantennale della Carta di Gubbio e della fondazione dell’Associazione. Il titolo che ad essa viene dato è proprio “ANCSAsessanta. Centri storici e mutamenti globali”.

Il primo appuntamento (3-4 dicembre 2020), a partire dalle Carte di Gubbio (1960 e 1990), approfondisce Il contributo italiano alla conservazione della città e del territorio storico, con contributi internazionali coordinati da Paola Falini, con la partecipazione di Hidenobu Jinnai (Giappone), Françoise Blanc (Francia), Francisco Pol (Spagna), Patricia Rodriguez (Cuba) e Francesco Siravo (Italia). Le sessioni di lavoro volte ad attualizzare i temi di ricerca dell’ANCSA, sono dedicate alla “dimensione del vivere”, alle “criticità ambientali e del paesaggio”, alla “qualità degli spazi pubblici e dei luoghi della cultura”, alla “mobilità urbana e trasporto pubblico”, ai “piccoli centri e aree interne”.

Temi che saranno poi approfonditi nel corso di ulteriori incontri tematici: Progetto del centro storico, progetto della città (febbraio 2021); Conoscere per gestire la città storica (aprile 2021), che focalizza l’attenzione sulle ricerche e pubblicazioni recenti messe in campo dall’Associazione; Spazio pubblico, spazio democratico. L’integrazione funzionale nella città storica (maggio 2021), a cui prendono parte, fra gli altri, Andreas Faoro (Rotterdam), Salvador Rueda (Barcellona) e Carlos Moreno (Parigi); Il patrimonio storico oggi. Fragilità e opportunità in un confronto tra ricerche contemporanee (giugno 2021) a cui collaborano i Politecnici di Torino e di Milano, le Università di Ferrara, Napoli, Catania e Camerino, La Sapienza e Tor Vergata di Roma. È questa l’occasione per un bilancio sul rapporto fra didattica e temi della rigenerazione della città contemporanea. Le iniziative di “ANCSAsessanta” si concludono a Gubbio nel dicembre 2021 con il convegno Città e centri storici. Superare l’emergenza, dove – in occasione della consegna del Premio Gubbio – si riflette sull’esperienza della pandemia e i riflessi che essa proietta nell’assetto e nel progetto della città contemporanea.

Ma le trasformazioni in atto nei modi d’uso della città continuano ad essere al centro della riflessione dell’ANCSA che, fra il 2023 e il 2024, organizza tre convegni di grande significato: a Bari si dibatte (maggio 2023) su Abitare i centri storici. Grandi città del Meridione a confronto, con il coinvolgimento delle università e delle città di Bari, Napoli e Palermo; gli stessi temi dell’emergenza abitativa nella città contemporanea tornano in evidenza un anno più tardi (aprile 2024) nel convegno Abitare i centri storici. Fra turismo e locazioni brevi, che tende a fare un bilancio – seppure provvisorio – sulle problematiche legate al cosiddetto “iperturismo” e sui provvedimenti che alcune città italiane hanno messo in atto nel tentativo di governarne i processi e gli effetti; infine (giugno 2024) un convegno a Firenze organizzato con il coinvolgimento della Dirección General Casco Histórico di Buenos Aires e della Oficina del Historiador de L’Avana affronta il tema La città storica tra visioni, progetti e azioni. Un dialogo fra Europa e America Latina, tracciando un bilancio della ventennale collaborazione tra le due sponde dell’Atlantico e verificando strumenti, criteri e metodi di intervento messi in atto per la qualificazione e la rigenerazione della città esistente.