2003

L'edizione 2003 del Premio Gubbio ha registrato un consolidamento del premio stesso, sia per la quantità che per la qualità dei concorrenti.
Il premio dedicato ai lavori svolti nelle sedi universitarie (tesi di laurea e di dottorato) è stato ovviamente più frequentato degli altri due premi, ma una sua maggior diffusione è comunque auspicabile. I giovani rappresentano l'interlocutore (e l'attore) sul quale investire per il futuro dell'A.N.C.S.A. e pertanto l'affluenza che si è riscontrata rappresenta il miglior auspicio per il rinnovo dei temi che ne hanno caratterizzato la vita e l'azione nella società italiana.
Il premio "nazionale" continua a soffrire di una grande disparità di proposte: si presentano progetti di contenuto territoriale di area vasta, progetti urbani complessi ed anche progetti molto circoscritti ad ambiti specifici. Ciò che regge è la formula, comunque scelta, di premiare la qualità dell'intervento "per la sua capacità di avere significato nel contesto", al punto da coinvolgerlo. Forse occorrerà rivedere questa formula, senza peraltro modificarne l'obiettivo essenziale. Per questa edizione del Premio, il progetto realizzato della Piazza di Palmanova, per la qualità dell'intervento, si è dimostrato essenziale per il riscatto dell'intero borgo murato, esempio raro di "città ideale" realizzata, il cui degrado ne aveva quasi cancellato la straordinarietà.
Analoga si è presentata la situazione del premio "europeo", con progetti presentati di notevole qualità, ma assai differenti tra loro. La giuria ha scelto di premiare un "progetto urbano" vero e proprio, di notevolissima qualità ed efficacia, al punto di mutare il ruolo "europeo" di una città come Nantes, la cui ambizione era proprio quella di porsi nel sistema della competizione fra le città europee con la sua propria identità rinnovata.
Ecco, il premio "europeo" può meglio significare la scelta di campo che l'A.N.C.S.A. propone alle amministrazioni locali: un'idea complessiva di città, con un progetto che si attua per inverarla. Un progetto di grande qualità, che investe in modo integrato i diversi campi di intervento, con capacità strategica di rinnovamento.
Una città che accetta la sfida della contemporaneità, senza tradire il suo passato e la sua essenza, ma anche proponendosi la costruzione di una "nuova" e coerente identità.
L'auspicio è che il premio Gubbio rappresenti davvero dei modelli da offrire alla riflessione di quanti, amministratori, tecnici e cittadini, si trovano a fare i conti con una contemporaneità che pretende processi di trasformazione governati e tali da migliorare qualità della vita e condizioni socioeconomiche eque, capaci cioè di ridistribuire beni e servizi ai cittadini in misura tale da assicurarne un futuro migliore.

 

 facebooktwitteryoutube