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2009 – CARLO AYMONINO

L’edizione 2009 del Premio Argan, svoltasi ancora nel Palazzo Comunale di Gubbio, ha inteso riconoscere l’impegno multiforme di dell’architetto Carlo Aymonino come docente, come progettista e come politico per la rivitalizzazione e la valorizzazione delle aree urbane centrali nel nostro Paese, con un’azione multiscalare che ha affrontato la dimensione dell’architettura e del progetto urbano.
La prolusione è stata tenuta dal prof. Raffaele Panella che con Aymonino ha collaborato sia a livello universitario, sia nei progetti romani per l’area archeologica compresa fra piazza Venezia e il Colosseo.

Carlo Aymonino (Roma, 18 luglio 1926 – 4 luglio 2010), nipote di Marcello Piacentini, ha vissuto da sempre in un ambiente impregnato nell’arte del primo dopoguerra. Ha sviluppato l’interesse per le arti visive grazie alla conoscenza di Mario Mafai, Toti Scialoja, Renato Guttuso.
Laureatosi in architettura alla “Sapienza” nel 1950, ha collaborato subito con Ludovico Quaroni alla realizzazione della palazzina Tartaruga a Roma (1951-1954), poi al quartiere Spine Bianche a Matera (1954-1957) e al quartiere Tiburtino a Roma (1950-1954) insieme a Quaroni e a Mario Ridolfi. Un momento significativo nella propria esperienza architettonica è costituito dal progetto del complesso residenziale Monte Amiata al Gallaratese a Milano (1967-1972), progettato, tra gli altri, con il fratello Maurizio. Quel progetto vide anche il contributo di Aldo Rossi e rappresentò una tappa rilevante di applicazione dei principi teorici della che proprio in quegli anni stava sviluppando insieme ad Aldo Rossi.
La sua carriera universitaria ha preso avvio con la docenza presso la Facoltà di Architettura di Palermo (1967), per passare poi a Venezia (dal 1963 al 1981) dove fu rettore dello IUAV tra il 1974 e il 1979; approdò infine a Roma, come ordinario di Composizione architettonica tra il 1980 e il 1993.
La sua ricerca accademica e progettuale tendeva ad affidare al progetto le risposte alle complessità e alle contraddizioni esistenti nella città, anche attraverso la cura del dettaglio architettonico. Questa sua volontà si esprime in particolare nelle opere e nei progetti degli anni settanta, allorché diede vita a progetti per l’Università di Firenze (1971), per l’Università della Calabria (1973), per il palazzo di Giustizia di Ferrara (1977-1984), per il Campus scolastico superiore di Pesaro (1970-1984). Nel 1976 e nel 1985 partecipò con sue opere alla Triennale di Milano e alla Biennale di Venezia.
Dal 1981 al 1985 Carlo Aymonino ha ricoperto la carica di Assessore al centro storico del Comune di Roma, dando il via a una serie di studi e di interventi sulla città che hanno segnato un momento di svolta nel modo di fruire e di vivere il centro storico.
Negli ultimi decenni della sua attività progettuale hanno visto la realizzazione di edifici residenziali alla Giudecca a Venezia (1984), del centro residenziale e commerciale Benelli a Pesaro (1980-83), del complesso residenziale Tor Sapienza a Roma (1981-1982), del sistema degli spazi pubblici nel centro di Terni (1985), di sistemi polifunzionali a Scandicci (1989), a San Donà di Piave (199]); tra i suoi ultimi progetti la copertura del Giardino Romano all’interno dei Musei Capitolini a Roma.
Carlo Aymonino è stato membro dell’Accademia nazionale di San Luca (dal 1976), di cui è stato presidente dal 1995 al 1996. Nel 1999 gli è stata assegnata la medaglia d’onore per meriti della scienza e della cultura del Ministero della Pubblica Istruzione; è ricevuto il premio Honorary Fellow rilasciato dall’American Institute of Architects nell’anno 2000.
Sepolto presso il cimitero monumentale di Torino, sulla sua lapide della tomba di famiglia ha chiesto fosse inscritto: «Carlo Aymonino, architetto e comunista».