2025 – SUAD AMIRY
La sesta edizione del Premio Argan ha inteso segnalare l’impegno per la conoscenza e la salvaguardia dei centri storici delle terre di Palestina messo in atto da un’architetta dagli interessi multiformi: Suad Amiry, nota sia come progettista che come scrittrice. Il Premio assegnato a Roma, presso l’Istituto Nazionale per il Restauro è stato conferito “per l’azione preziosa e costante volta a conoscere e rivitalizzare il patrimonio storico, materiale e immateriale, che connota la terra di Palestina, tenendo accesa la speranza di conservare la memoria e il diritto al futuro per un popolo oppresso”.
La prolusione svolta dal prof. Fabrizio Toppetti ha sottolineato il valore culturale e testimoniale dell’opera di Suad Amiry e il suo significato emblematico come fattore di riaffermazione dell’identità del popolo palestinese.
Suad Amiry (Damasco, 1951), è architetta e scrittrice, nata da madre siriana e padre originario di Jaffa. ha vissuto ad Amman, Beirut, Il Cairo e Ramallah.
Ha studiato architettura in Libano, presso l’American University di Beirut, quindi alla University of Michigan e ad Edimburgo. Dal 1981 vive a Ramallah, dove ha fondato il Riwaq Centre for Arxhitectural Conservation (“riwaq” in arabo significa portico, elemento in grado di fornire riparo dal sole e dalla pioggia) che si dedica alla salvaguardia di centri ed edifici storici nelle città e nei villaggi posti nei Territori occupati.
Tra il 1991 e il 1993 ha fatto parte delle delegazioni palestinesi per la pace in Medio Oriente in occasione degli incontri tenutisi negli Stati Uniti.
Ha all’attivo numerosi studi, pubblicazioni e cataloghi sull’architettura storica palestinese; si scopre tuttavia scrittrice raccogliendo in un volume i diari che tiene durante l’assedio israeliano al quartier generale di Arafat a Ramallah nel 2001 e 2002. Nasce così l’opera Sharon e mia suocera (2003), tradotta in undici lingue e con la quale ha vinto il premio Viareggio nel 2004.
Sviluppa progetti in numerosi centri storici palestinesi, ma da allora non rinuncia alla scrittura: tra i libri successivi tradotti in italiano si ricordano: Niente sesso in città (2007), Golda ha dormito qui (2013), Damasco (2016) e Storia di un abito inglese e di una mucca ebrea (2020) ambientato a Jaffa.
L’Università per Stranieri di Siena, nel 2025, le ha conferito la Laurea honoris causa in Scienze linguistiche e comunicazione interculturale.
© ICR, Edoardo Loliva
A questo link, il commento di Paolo Pagliaro sul Premio Argan 2025.
A questo link, Suad Amiry e il Premio Argan 2025 su Artribune.